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lunedì 23 febbraio 2009

Una fiaba per la pittura ad acquerello...



LA PRINCIPESSA CANDORE

C’era una volta un Regno, lontano lontano, sopra il monte più alto della Terra, così in alto che era completamente immerso nel cielo e più in alto non si poteva, perché le torri del castello avrebbero toccato il Sole e le stelle. Ed il Sole era così vicino che tutti i colori si erano riempiti di luce tanto da non distinguersi più l’uno dall’altro.

Là viveva una principessa bellissima; era luminosa e raggiante, come tutte le cose e gli abitanti di quel regno. Per questo il re alla sua nascita l’aveva chiamata “Candore” e le aveva posto sul capo una coroncina di diamanti. Tutto in lei risplendeva della luce più chiara e più pura: la sua pelle era bianca, come fiocchi di neve ed i suoi capelli erano fini, come fili di seta e d’argento. La regina allora le cucì un abito, tessuto con lana di nuvola e ricamato con piccole perle.

La principessa aveva per compagna una colomba: anch’essa era tutta bianca e, con i suoi dolci canti, sapeva raccontarle molte storie. Quelle che la principessa preferiva narravano dei mille colori che avvolgevano le cose della terra sotto il monte, dove ogni giorno la colomba scendeva.
Il vento guidava le sue piumose ali ed essa sorvolava i mari e le valli. Quando era stanca, si posava per ristorarsi e per scegliere piccoli doni da portare alla principessa Candore. Erano innumerevoli i viaggi che compiva, poiché si era accorta che i suoi canti rendevano più lieta la fanciulla. Viaggiò così spesso, che le sue zampette, toccando il suolo, ed il becco, che portava i doni, si erano tinti di un caldo colore arancio.
La principessa infatti non poteva scendere fin là, poiché così bianca e lucente com’era, nessuno avrebbe potuto avvicinarla senza restarne abbagliato.

Di ritorno da uno dei suoi viaggi, un giorno la colomba portò in dono un rametto di pesco, appena fiorito.
La fanciulla, che cresceva e diveniva ogni giorno più bella, quando lo prese tra le dita, subito se ne innamorò e guardando quei delicati fiori, le nacque nel cuore- per la prima volta -un desiderio:
- Oh, se la mia pelle fosse rosea come i tuoi petali! Oh, se queste tenere foglie potessero verdeggiare dove poso il mio piede!-
In quel regno così vicino al cielo e alle stelle, i desideri del cuore molto spesso divenivano realtà: ecco dunque comparire sulle bianche gote della principessa un bel colorito vivace ed anche il prato dove essa camminava diventò tutto verde !
-Vola ancora, cara colombella, fammi un altro dono, te ne prego.- disse la principessa alla sua amica, ed essa partì.
Di ritorno la colomba, che si era riposata sulle sabbiose rive dell’oceano, le portò in dono un pezzetto di rosso corallo e due gocce di azzurro mare.
-Oh, che fervido e magnifico colore avvolge questo corallo! E quali profondità si celano nelle azzurre trasparenze di quest’acqua! Come vorrei…. -
Ma non riuscì ad esprimere completamente tutto il suo stupore, che già, tra le parole, le labbra si tingevano di rosso ed i suoi occhi di azzurro e potevano finalmente vedere ora il cielo sfumato di blu.
Quella sera la principessa si addormentò presto, felice e gioiosa come non era mai stata, e fece lunghi sogni, tutti colorati.

- Colombella, è già mattino! Vola veloce e lontano e portami ancora un altro dono!-
Fu questa la prima frase che disse al suo risveglio alla sua amica, e l’attesa del ritorno le fece conoscere l’impazienza.
Nella valle la primavera era già molto avanti e nei campi gli uomini e le donne lavoravano per falciare le messi. La colomba trovò facilmente di che ristorarsi e, scelti i piccoli doni, ripartì verso il candido regno. Nel becco portava una spiga di grano d’orato ed un rametto di odorosa lavanda.
-Chicchi di sole raggiante mi hai portato, colombella mia cara! Ed insieme a questo delicato profumo violetto si intrecciano ricordi e speranze! -
E mentre diceva queste parole, si mise la spiga tra i capelli, che iniziarono a biondeggiare e a trattenere i raggi del sole, ed il rametto, che aveva posato sul suo grembo, le tinse di violetto il bel vestito.

-Colombella mia cara, ora và ancora, portami un ultimo dono, affinchè io possa desiderare qualcosa per il mio regno!

La colomba volò a lungo questa volta, perché non riusciva a riconoscere quale fosse il dono più adatto. Si lasciò trasportare dai venti, le sue ali non si opposero alle tempeste, finchè, ritornate brezze di sereno, vide qualcosa di immenso che balenò nel cielo, come se un magico arco avesse scoccato una freccia per descriverne l’ampia curva. Trovata la colorata freccia la prese nel becco per tornare là, dove era attesa.

-Grazie colombella cara, questo è tra i doni il più generoso.
Porgerò dunque questa freccia magica al mio valoroso arciere: egli per sette volte la scoccherà dalla torre più alta, ed ogni colore, con il suo splendore, finalmente avvolgerà tutto il reame, e tutti insieme nella loro armonia ci farnno ascoltare i cori degli angeli.




(Laura della Gatta)

giovedì 22 gennaio 2009

Dal 42° anno...


“[…]Quanto più si prosegue nell’evoluzione e quanto più una persona è diventata libera nel suo sviluppo tanto meno nell’età dopo i 42 anni riconosceremo dei fatti comuni nell’evoluzione, come invece, nei primi settenni, avevamo eventi comuni a tutti, come la pubertà o il cambio dei denti.
Se una persona si libera nella sua evoluzione, dopo i 42 anni mostrerà una biografia sempre più individuale. Però questo diagramma è molto interessante per capire comunque quello che accade dopo i 42 anni.[…]
Dopo i 40 anni iniziamo a liberarci sempre di più dalla nostra organizzazione fisica. […] dal punto di vista dell’entità spirituale umana avevamo visto che la fase iniziale, quella che va dalla nascita fino ai 21 anni, è una fase di incarnazione, in cui si prende possesso progressivamente della corporeità come proprio strumento, mentre dopo i 42 anni si manifesta un processo, che inizia già più o meno dai 35 anni – dalla metà della vita – che è invece quello della escarnazione dell’entità spirituale. Quindi, il declino della organizzazione fisica è dovuto al fatto che le forze vitali si trasformano sempre più in forze spirituali. […] poiché nel primo settennio viene portata a compimento sul piano fisico la maturazione del sistema dei nervi e dei sensi, nel secondo settennio quella del sistema ritmico,( il cuore, la circolazione, il respiro) e nel terzo settennio invece quella del sistema del ricambio e della membra.
Nel settimo settennio, quello fra i 42 3 i 49 anni, che corrisponde in base al nostro diagramma al terzo settennio, nella fase di incarnazione, iniziamo ad scarnarci in particolare dal sistema del ricambio e delle membra. Per esempio questa è l’età in cui spesso ci accorgiamo che la nostra forza muscolare è un po’ calata, che riusciamo a fare con meno forza gli stessi gesti, a salire meno agilmente le scale di corsa.
‘E un processo che riguarda in generale il sistema del ricambio e delle membra ma lo si avverte soprattutto nei muscoli e nel fatto che cominciamo anche a perdere un pochino di massa.
Anche l’apparato riproduttivo è parte in questo senso del sistema del ricambio. Anche da qui si distaccano delle forze. E’ per esempio un momento che viene avvertito in maniera così emblematica dagli uomini che vanno a caccia delle loro segretarie per nuove esperienze erotiche, mentre, sul piano fisico, e fisiologico, nelle donne può cominciare a manifestarsi una premenopausa, con vampate a tutti note, espressione delle forze che si sciolgono dall’apparato genitale.
[…] Bernhard Lievegoed, che ha lavorato molto sul tema della biografia, dice che tutti più o meno a questa età abbiamo delle esperienze di soglia, anche perché questo è di nuovo un momento di decisione. Quando si avverte la separazione fra le forze interiori e la corporeità fisica è necessaria una scelta: cercherò di mantenere a tutti i costi la corporeità il più giovane possibile e di restarvi il più possibile attaccato, oppure privilegerò una evoluzione interiore?
[…] La possibilità, l’opportunità, che si ha in questo settennio è quella di sviluppare una coscienza immaginativa. Fino ad allora la percezione e la conoscenza del mondo erano vissute in maniera molto intellettuale, molto precisa. La peculiarità iniziale della coscienza immaginativa è che si percepiscono le cose in forma di immagine: non si osserva tanto un fatto isolato, ma lo si osserva in connessione con tutto quello che gli sta attorno perché è parte di un’immagine.
Per esempio questo è il momento giusto per iniziare ad insegnare, oppure, se si opera all’interno di una azienda, è per esempio il momento per prendere sotto di sé delle persone che imparino il mestiere.
[…] Questo è il settennio che è retto da pianeta Marte. Quindi è un periodo di grande attività che dovrebbe essere dedicato prevalentemente all’attività spirituale e non tanto all’attività fisica. Invece le persone che scelgono piuttosto questo secondo tipo di sviluppo fanno in questo momento molte attività, come andare in palestra, arricchire il corpo, cercare di rinforzarsi il più possibile.[…]”

(da “LA BIOGRAFIA UMANA parte I”, di Robert Gorter, edizione a cura dell’Associazione Amici della Scuola Steineriana, 1997, Milano)

lunedì 19 gennaio 2009

La mia vita (R.Steiner)


“L’esperienza di ciò che si può vivere nel mondo dello spirito era sempre stata per me una cosa naturale, mentre l’afferrare il mondo sensibile mediante la percezione mi cagionava le più grandi difficoltà: era come un non poter riversare l’esperienza animica tanto a fondo negli organi sensori da congiungere pienamente anche con l’anima quanto i sensi sperimentavano.
Ciò si mutò completamente dal principio del mio trentaseiesimo anno in poi. La mia capacità di osservazione per le cose, gli esseri e gli avvenimenti del mondo fisico subì una metamorfosi nel senso d’una maggiore esattezza e penetrazione, tanto nel campo scientifico, quanto nella vita esterna. […] Si destò in me un’attenzione, prima inesistente, per tutto ciò che si percepisce coi sensi; i particolari mi divennero importanti; sorse il sentimento che il mondo dei sensi avesse da rivelarmi qualcosa ch’esso soltanto può rivelare. E considerai come un ideale l’imparare a conoscerlo unicamente attraverso ciò che esso ha da dire, senza che l’uomo vi introduca nulla, né col pensiero, né con altro contenuto dell’anima sua propria.
Mi accorsi di sperimentare un punto di svolta della vita umana molto più tardi di quanto non avvenga di solito per altri. Ma mi resi conto che ciò aveva per la vita dell’anima conseguenze ben determinate. Scoprii che gli uomini, passando troppo presto dal lavorìo animico nel mondo spirituale all’esperienza del fisico, non giungono ad afferrare in purezza né il mondo spirituale né il mondo fisico. Mischiano di continuo istintivamente quanto le cose dicono ai loro sensi con ciò che l’anima sperimenta attraverso lo spirito e che da essa è poi adoperato per “rappresentarsi” le cose.
Con l’esattezza e l’acutezza dell’osservazione sensibile mi era dato ora l’accesso ad un mondo totalmente nuovo. L’affrontare il mondo sensibile oggettivamente, libero da ogni elemento soggettivo dell’anima, rivelava qualcosa su cui la visione spirituale non aveva nulla da dire.
Ma ciò a sua volta riproiettava la sua luce sul mondo dello spirito, poiché, mentre il mondo dei sensi rivelava il proprio essere nella percezione sensibile stessa, era data alla conoscenza la contrapposizione per la quale apprezzava lo spirito, puro da ogni elemento sensibile, nella sua piena peculiarità.
Tale esperienza agiva sulla vita dell’anima in modo particolarmente incisivo, perché si manifestava anche nel campo della vita umana. La mia capacità di osservazione si concentrò allora ad accogliere in modo assolutamente oggettivo, attraverso la pura visione, ciò che in una persona mi si presentava. Evitavo scrupolosamente di criticare in qualsiasi modo ciò che gli uomini facevano, o di lasciar sorgere qualche simpatia o antipatia nel mio rapporto con loro; volevo semplicemente lasciare che l’uomo, così com’era, “agisse su di me”.
Mi risultò presto che osservare il mondo in tal modo ci introduce veramente ne mondo spirituale. Nell’osservare il mondo fisico si esce completamente da noi stessi; e, appunto grazie a ciò, si rientra nel mondo spirituale con un’accresciuta capacità di osservazione spirituale.”

(da “La mia vita”, Rudolf Steiner, cap. XXII, Editrice Antroposofica, Milano, 1987. Op. Om. n.28).

sabato 20 dicembre 2008

L'albero cosmico



Simboli natalizi
(Da una conferenza tenuta da Rudolf Steiner a Berlino il 17 dicembre 1906)

[…]Così, nel significato della festa del Natale, noi sentiamo un’eco delle feste più antiche dell’umanità. E questa eco ci è tramandata particolarmente nella sfumatura del rito cristiano. Nei suoi simboli noi ritroviamo le immagini simboliche dell’umanità più antica. Anche l’albero, coi suoi lumini, è uno di questi simboli. E’ il simbolo dell’albero del paradiso. Il paradiso rappresenta l’insieme della natura materiale. In essa, la rappresentazione della natura spirituale è data dall’albero della conoscenza e dall’albero della vita. C’è una leggenda che rende mirabilmente il significato dell’albero della conoscenza e dell’albero della vita. Set sta davanti alla porta del paradiso e chiede di entrare. Il cherubino che sta a guardia dell’ingresso lo fa entrare. Questo è il simbolo dell’iniziazione. Quando dunque Set fu nel paradiso, trovò che l’albero della conoscenza e l’albero della vita erano strettamente intrecciati tra loro. L’arcangelo Michele, che stava davanti a Dio, gli concedette di prendere tre semi di questo albero intrecciato. Questo albero accenna profeticamente all’avvenire dell’umanità: quando tutta quanta l’umanità sarà iniziata, quando avrà conseguito la conoscenza, allora ci sarà ormai solo l’albero della vita, e la morte non esisterà più. Per il momento, però, solo all’iniziato è lecito prendere da quest’albero tre semi, i tre granelli che significano i tre elementi superiori dell’uomo. Alla morte di Adamo, Set gli mise nella bocca quei tre granelli, e da essi germogliò un roveto ardente che aveva una virtù speciale: dal legno che se ne tagliava, germogliavano sempre gemme nuove e verdi foglie. Ma nel roveto ardente stava scritto: Io sono colui che fu, colui che è, colui che sarà. Ossia ciò che attraversa tutte le incarnazioni, la forza dell’uomo che sempre si rinnova e diviene, dell’uomo che dalla luce discende nelle tenebre, e dalle tenebre ascende alla luce.
La verga con cui Mosè compì i suoi miracoli è intagliata nel legno del roveto. La porta del tempio di Salomone è fatta con quello stesso legno, che fu trasportato nelle acque dello stagno di Bethsda, che ne ricevette la virtù di cui la leggenda ci narra. E del medesimo legno è fatta la croce del Cristo Gesù, quella croce che ci mostra che la vita convertita in morte ha in sé la forza di generare nuova vita. Nella croce ci sta davanti il simbolo stesso del mondo: la vita che vince la morte. Il legno di questa croce è germogliato dai tre semi dell’albero del paradiso. Anche nella rosacroce è espresso questo simbolo, è espressa la morte di ciò che nell’uomo è inferiore, e il risveglio, che ne deriva, dell’uomo superiore; è espresso quello che Goethe coniò poeticamente nelle parole:

E fino a tanto che non sei padrone
di questa verità: muori e diventa!
non sei che un offuscato ospite sopra
l’oscura terra.

Qual mirabile rapporto fra l’albero del paradiso e il legno della croce! Anche se la croce è un simbolo pasquale, essa ci svela il segreto per immergerci nell’atmosfera natalizia. Sentiamo così l’idea del Cristo fluire in noi, nella notte della natività, come una nuova sorgente di vita. Le vivide rose che adornano l’albero di Natale ci dicono che se anche esso non è ancora diventato legno della croce, la forza necessaria per diventarlo comincia e ricevere a Natale il primo impulso all’ascesa. Le rose, che germogliano dal verde, sono un simbolo dell’imperituro che si genera dall’effimero.
Oltre alle rose, sette altri simboli sono atti ad ornare l’albero natalizio:
il quadrato, simbolo della tetrade umana: il corpo fisico, il corpo eterico, il corpo astrale e l’io.
Il triangolo, simbolo del sè spirituale, per lo spirito vitale e per l’uomo spirituale.
Più sopra, il simbolo del tarocco. Quelli che erano iniziati nei misteri egizi sapevano interpretarlo. E sapevano anche leggere il Libro dei morti, che constava di settantotto fogli, nei quali erano scritti tutti i segreti del cosmo, dal principio alla fine, dall’alpha all’omega; i quali si potevano leggere, se si riusciva a connetterli e a combinarli fra loro nel modo giusto. Il libro dei morti conteneva i simboli della vita, che nella morte si estingue, per risorgere poi a nuova vita. Chi era in grado di connettere fra loro nel modo giusto i suoi numeri e i suoi simboli, riusciva a leggerlo. E questa saggezza riposta nei numeri e nei simboli, è stata tramandata fin da tempi primordiali. Ancora nel medio evo essa era tenuta in gran conto; oggi però non ce ne rimane che ben poco.
Troviamo poi il segno del tao, quel segno che ci ricorda la pia religiosità dei nostri lontani antenati, il segno che deriva dalla parola tao. Prima ancora che esistesse la civiltà europea, asiatica, africana, quei nostri lontani antenati dimoravano nell’Atlantide, che poi fu sommersa dalle acque del diluvio. Nelle leggende germaniche è ancora vivo il ricordo di questo continente ora sommerso; ne parla il mito dei Nibelunghi (dal tedesco Nibelheim ossia paese della nebbia). L’Atlantide non era circondata da un’atmosfera di aria pura. Grandi e possenti masse di nebbia avviluppavano il continente, in modo simile a come oggi, in alta montagna si è avvolti da nuvole e banchi di nebbia. Il Sole e la Luna non apparivano chiari in cielo; erano circondati dall’arcobaleno, dall’iride sacra. L’uomo di allora comprendeva ancora il linguaggio della natura. Ciò che oggi parla all’uomo nello scrosciare delle onde, nel mormorio del vento, nel fruscio delle fronde, nello strepitio del tuono, senza esserne ormai più compreso, tutto ciò allora gli era comprensibile. Gli uomini sentivano in ogni luogo che qualcosa parlava loro. Nel linguaggio delle nuvole, dell’acqua, delle fronde e del vento, risuonava loro una parola: tao (questo sono io). L’Atlantide la udiva e la comprendeva. Il tao pervadeva il mondo intero.
In fine, dalla cima dell’albero di Natale, ci saluta, per cosi’ dire, il pentagramma ossia tutto ciò che, in quanto uomo, pervade l’universo. Qui non è il caso di soffermarci sul senso recondito di questo pentagramma. Possiamo però dire che esso ci appare come la stella dell’umanità, dell’umanità in continua evoluzione. E’ la stella che tutti i savi seguono, come la seguirono in un remoto passato i savi sacerdoti. E’ il senso stesso della Terra, che nasce nella notte sacra del Natale, quando la somma luce irraggia dalle più profonde tenebre. L’uomo si trova ora in una condizione, per cui la luce deve generarsi in lui; per cui una parola significativa deve lasciare il posto ad un’altra parola. Non si dovrà più ora dire che le tenebre non comprendono la luce; bensì, nello spazio universale, dovranno risuonare, come una verità, queste parole: al cospetto della luce che si irraggia dalla stella dell’umanità, le tenebre si ritraggono e comprendono la luce. Queste parole ci devono risuonare nella festa del Natale. Da esse deve risplenderci la luce spirituale. Celebriamo dunque il Natale come la festa del sommo ideale dell’umanità, e suscitiamo nell’anima nostra questa fiducia gioiosa: sì, anch’io sperimenterò in me stesso quella che dobbiamo chiamare la nascita dell’uomo superiore; anche in me avrà luogo la nascita del Salvatore, la nascita del Cristo.

(Rudolf Steiner)

venerdì 12 dicembre 2008

Al via il corso di Antroposofia!


Si terrà domani e domenica 14 il primo dei sette weekend del corso introduttivo all'antroposofia “Verso un sano sviluppo dell'essere umano: antropologia e corrispondenze”, organizzato dall'associazione culturale Nemesi. Nel corso del primo incontro verrà presentato il percorso di studio, i partecipanti verranno introdotti alla vita e agli insegnamenti di Rudolf Steiner (foto). Il corso, per il quale il ministero della Salute ha riconosciuto crediti formativi, si terrà a Cagliari, nella sede dell'Ordine dei Farmacisti in via Alghero 29. Le date degli appuntamenti successivi sono 17 - 18 gennaio 2009, 14 - 15 febbraio, 21 - 22 marzo, 18 - 19 aprile e 16 - 17 maggio, 30-31 maggio. Orari: sabato 15.00 - 19.00 e domenica 9.00 - 13.00. Info e iscrizioni www.accademiadellaconoscenza.org
(da pagina 53 de l'Unione Sarda)

giovedì 20 novembre 2008

CORSO DI STUDI INTRODUTTIVO ALL'ANTROPOSOFIA.VERSO UN SANO SVILUPPO DELL'ESSERE UMANO. Antropologia e corrispondenze.




LE ISCRIZIONI SONO ANCORA APERTE.Vi aspettiamo numerosi!
Ecco il programma con le date degli incontri ed i temi trattati.



Per ulteriori info vai a questo sito: www.accademiadellaconoscenza.org

lunedì 17 novembre 2008

CORSO DI STUDI SULL'ANTROPOSOFIA A CAGLIARI: queste le letture consigliate!


* Le letture saranno tratte dai seguenti testi:


- R. Steiner – LE OPERE SCIENTIFICHE DI GOETHE – ( 1988, Melita editore, Genova )
- M. Scaligero – MANUALE PRATICO DELLA MEDITAZIONE – ( 1984, Tilopa edizioni, Teramo-Roma )
- F.Cargren-A.Klingborg – EDUCARE ALLA LIBERTA’- La pedagogia di Rudolf Steiner - ( 2001, Filadelfia editore, Milano)
- B.C.J. Lievegoed – LE ETA’ EVOLUTIVE DALL’ INFANZIA ALLA MAGGIORE ETA’ – ( 1990, Natura e Cultura Editrice, Alassio - SV)
- Rudolf Steiner - ARTE DELL’EDUCAZIONE:
I°- ANTROPOLOGIA
2°- DIDATTICA
3°- CONVERSAZIONI DI TIROCINIO E CONFERENZE SUL PIANO DI STUDI
( 1999, Editrice Antroposofica, Milano )
- R. Steiner – EDUCAZIONE E INSEGNAMENTI FONDATI SULLA CONOSCENZA DELL’UOMO – ( 1998, Editrice Antroposofica, Milano )
- R.Steiner – LA MISSIONE UNIVERSALE DELL’ ARTE - (1999, Editrice Antroposofica, Milano )
- R. Steiner – L’ESSENZA DEI COLORI – ( 1988, Editrice Antroposofica, Milano )
- R. Steiner – METAMORFOSI DELLA VITA DELL’ ANIMA – ( 2002, Tilopa edizioni, Roma )
- R. Steiner – SAGGI FILOSOFICI – ( 1990, Editrice Antroposofica, Milano )
- M.Carosi – PINOCCHIO un Messaggio Iniziatico.(2001, Edizioni Mediteranee, Roma )
- R.Kutzli – IL CREATIVO DISEGNO DI FORME - ( 2004, Natura e Cultura Editrice, Alassio -SV)
- E. Marti – L’ETERICO. Un ampliamento delle scienze naturali attraverso l’Antroposofia – ( 2001, AEDEL Edizioni Torino )
- P. Archiati – ODISSEA Un viaggio nei misteri dell’evoluzione umana – (1999, Edizioni Scienza dello Spirito, Roma )

lunedì 10 novembre 2008

SONO ANCORA APERTE LE ISCRIZIONI! IL PROSSIMO WEEK-END, 13-14 DICEMBRE, INIZIO CORSO.

VERSO UN SANO SVILUPPO DELL’ESSERE UMANO
ANTROPOLOGIA E CORRISPONDENZE.
Rudolf Steiner: Scienza dello Spirito e scuola del sapere.


CORSO INTRODUTTIVO ALL’ANTROPOSOFIA: STUDI, LETTURE, LABORATORI.
(I° annualità)


L'iniziativa

L’idea di promuovere un corso sui contenuti dell’antroposofia, di creare un centro di studio, di ricerca e di attività, nasce a Cagliari, grazie all’entusiasmo dell'Associazione Culturale Nemesi. Il suo impulso è propulsore di un dialogo creativo tra l’esperienza di alcuni ricercatori della scienza dello spirito: la prof.ssa Laura della Gatta, docente di Arte e Immagine nella Scuola Statale ed insegnante steineriana, il fondamentale contributo di alcuni docenti dell'Associazione Pedagogica Steineriana Janua di Roma, la prof.ssa Manuela De Angelis, il prof. Tiziano Freschi, alcuni docenti della Scuola Waldorf di Latina "La chiave d'oro", il prof. Fabio Montelatici, il prof. Daniele Federici ed alcuni esperti attivi in Sardegna, il prof. Sergio Lecca, il prof. dott. Giancarlo Cimino, la maestra Ramona Rinderhagen, l’euritmista- terapeuta e maestra Korinna Kreutzmann.

Il percorso
Il corso si articolerà in sette weekend intensivi di studi, da Dicembre 2008 a Maggio 2009, nei quali si mostreranno le molteplici strade che l'antroposofia apre e dirige verso il mondo, dalla Pedagogia alla Scienza, dalla Medicina all'Arte, osservandone le corrispondenze antropologiche, propedeutiche ad una conoscenza più approfondita dell’essere umano. “I campi della vita sono molti. Per ognuno di essi si sviluppano scienze speciali.- scrive Rudolf Steiner nell’opera “La filosofia della libertà” - La vita stessa è però un’unità e più le scienze tendono ad approfondire i singoli settori, più esse si allontanano da una visione vivente e complessiva del mondo. Deve esistere un sapere che cerchi nelle singole scienze gli elementi per ricondurre l’uomo alla vita piena.”
I temi e le attività saranno proposti dai relatori soprattutto in forma esperienziale e laboratoriale, per favorire nei partecipanti l'apprendimento attraverso l’osservazione e la percezione, il dialogo e la caratterizzazione dell'evento, stimolando artisticamente e creativamente l'immaginazione ed il pensiero all’intuizione ed al giudizio conoscitivo.

Prospettive
Una vita sociale sana – scrive ancora Rudolf Steiner – si trova soltanto quando nello specchio di ogni anima la comunità intera trova il suo riflesso, e quando nella comunità intera le virtù di ognuno vivono”. L’intento che muove tante persone, ricercatori in senso antroposofico, verso il continuo evolversi delle coscienze, vuol essere vivificato anche dal reciproco dono di esperienze tra coloro che sceglieranno questo percorso.
Un corso di studi in Sardegna, nella città di Cagliari, da avviare in successive annualità, può essere la forma adatta a svolgere un fruttuoso lavoro, nella comune disposizione all’ autoeducazione, germe di possibili nuove iniziative in molteplici campi, utili al singolo individuo così come all’organismo sociale.

Laura della Gatta

Per info vai al sito:
accademiadellaconoscenza.

domenica 5 ottobre 2008

WWW.ACCADEMIA DELLA CONOSCENZA.ORG





ECCO QUI IL SITO PER ACCEDERE ALLE ISCRIZIONI DEL Corso di studi: "VERSO UN SANO SVILUPPO DELL'ESSERE UMANO".

venerdì 3 ottobre 2008

VERSO UN SANO SVILUPPO DELL'ESSERE UMANO: un corso di studi in Sardegna per conoscere l'antroposofia di Rudolf Steiner







CORSO DI INTRODUZIONE ALL'ANTROPOSOFIA: STUDI,LETTURE,LABORATORI.

Programma:

I° INCONTRO: 14-15 Novembre 2008
Presentazione del percorso di studio: metodologia, finalità ed obiettivi degli incontri .
Rudolf Steiner: introduzione alla vita ed agli insegnamenti.
Veglia e sonno: osservo e disegno, ricordo e disegno.
Docenti:
Tiziana Frongia
Laura della Gatta

II° INCONTRO:12-13 Dicembre 2008
La pedagogia della libertà: età evolutive e metamorfosi dell’essere umano, dalla nascita alla maggiore età.
Introduzione alla pedagogia curativa.
Argilla e cera d’api.
Docenti:
Daniele Federici
Laura della Gatta

III° INCONTRO: 16-17 Gennaio 2009
La concezione filosofica dell’uomo, del mondo, della salute: Goethe e Steiner ed il pensiero immaginativo.
Osservazione, percezione, pensiero: l’arte materia sensibile.
Pittura ad acquerello.
Docenti:
Manuela De Angelis
Ramona Rindehagen
Laura della Gatta


IV° INCONTRO: 14-15 Febbraio 2009
Ampliamenti della Medicina: conoscere l’uomo secondo corpo, anima, spirito.
La tripartizione dell’organismo umano ( polo neurosensoriale, polo ritmico, polo metabolico ).
I quattro temperamenti umani.
L’arte della parola.
Docenti:
Giancarlo Cimino
Laura della Gatta


V° INCONTRO: 21-22 Marzo 2009
Ampliamenti delle Scienze naturali: L’Uomo e la Terra. Influssi planetari e processi vitali.
Eteri, forze formatrici e corrispondenze.
Disegno dinamico e disegno di forme. Danza Cosmica.
Docenti:
Fabio Montelatici
Tiziano Freschi
Laura della Gatta

*VI° INCONTRO: 18-19 Aprile 2009
Agricoltura Biodinamica, alimentazione e scienza dello spirito.
Architettura e Bioedilizia.
Docenti:
Sergio Lecca
Daniela Aru
Tiziano Freschi


VII° INCONTRO: 16-17 Maggio 2009
La scienza dello spirito e le arti del movimento.
Euritmia, Ginnastica Bothmer.
Retrospettiva degli incontri precedenti e prospettive di sviluppo.
Docenti:
Daniele Federici
Tiziana Frongia
Laura della Gatta

(Si ringraziano i docenti e promotori dell'iniziativa: Tiziana Frongia, Laura della Gatta, Manuela De Angelis, Daniele Federici, Fabio Montelatici, Tiziano Freschi!
Grazie al Gruppo Uriel di Cagliari ed in particolare al Prof. Giancarlo Cimino, al
Prof. Sergio Lecca ed alla Maestra Ramona Rindehagen!)